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29 novembre 2007
Spesso, quando si parla di nuove tecnologie, si evidenzia l’interesse per la ricerca nel campo dell’audiovisivo per migliorare le prestazioni del mezzo Tv; anche nel campo prettamente legato alla radiofonia le nuove tecnologie stanno facendo grandi passi in avanti che a breve potrebbero rivoluzionare la struttura, e conseguentemente la fruizione del mezzo radiofonico. Qui di seguito segnalo i risultati di una recente ricerca sulle nano-tecnologie; un team di ricercatori ha costruito la radio più piccola del mondo a partire da un nanotubo di carbonio. Il nanotubo, situato tra due elettrodi, svolge le funzioni di tutte le principali componenti elettriche di una radio, comprese quelle di sintonizzatore e amplificatore. Agisce sulla sintonia attraverso un segnale radio e produce audio tramite una cassa esterna. Non è ancora chiara l’applicazione pratica di questa radio, ma è certo che il dispositivo potrà essere impiegato nella realizzazione di sensori biologici e ambientali. I ricercatori sono attualmente impegnati nello sviluppo di sensori microelettromeccanici (Mems) volti a misurare il livello dello zucchero nel sangue o i marker oncologici nell’organismo.
Il nanotubo radio funziona in modo diverso rispetto a una radio tradizionale. Le radio tradizionali si compongono di quattro parti funzionali fondamentali: un’antenna, un sintonizzatore, un amplificatore e un demodulatore. Le onde radio che si riversano su un’antenna generano corrente elettrica a varie frequenze. Quando si seleziona una stazione, il sintonizzatore filtra tutte le frequenze tranne una. I transistor amplificano il segnale, mentre il demodulatore, generalmente un rettificatore o un diodo, separa i dati – musica o altro tipo di audio – che sono stati codificati su un “trasmettitore” a onda elettromagnetica.
Il team di Zettl ha usato un singolo nanotubo di carbonio per svolgere tutte queste funzioni. In virtù delle loro proprietà elettriche uniche, i nanotubi al carbonio sono stati utilizzati in passato per realizzare componenti elettroniche come diodi, transistor e rettificatori. “Scoprire che tutto poteva essere incorporato nello stesso nanotubo è stata una rivelazione”, commenta Zettl.
Con un singolo nanotubo, gli esperti riescono a coprire l’intera banda radio Fm.
Cees Dekker, nanotecnologo della Delft University of Technologym in Olanda, definisce la nuova radio “una dimostrazione affascinante del fatto che dispositivi elementari possono essere impiegati nei nostri strumenti quotidiani. Resta ancora da vedere se l’invenzione potrà essere sfruttata o meno nei sensori”, aggiunge, “ma per ora anche la sola dimostrazione è un ottimo punto di partenza”. (tratto da Enel-magazine)
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