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Lunedi’ 5 Novembre ci ha lasciato all’eta’ di 86 anni, uno dei piu’ grandi protagonisti della storia del giornalismo sportivo e delle radiocronache sportive italiane: Roberto Bortoluzzi, che per 28 anni e’ stato fra gli ideatori e la voce ufficiale di “Tutto il calcio minuto per minuto” fra il 1959 e il 1987, quando lascio’ il posto ad altri professionisti di grande calibro quali Massimo De Luca e successivamente Alfredo Provenzali, tuttora alla guida dello storico programma.
Oltre alle consuete ma non banali frasi di rito di cordoglio da parte di chi lo ha vissuto da vicino, sulla sua grande professionalita’ e signorilita’, porrei l’accento sulla sua grandezza nella comunicazione radiofonica; figlio d’arte di Niccolo’ Carosio e Nando Martellini, con i quali ha lavorato per anni nel secondo dopoguerra, e’ stato il primo a capire l’esigenza di un coordinamento delle voci fra i campi da gioco e la gestione dei tempi e del ritmo degli interventi: il tutto con una armonia e una precisione giornalistica mescolata all’arte della parola che rendeva le radiocronache un vero e proprio “romanzo del calcio” e una colonna sonora della domenica di milioni di sportivi italiani incollati alle radioline; in questi giorni molti di quelli sportivi stanno affollando i forum e le chat di molti siti sportivi per ricordare l’uomo e il cronista Bortoluzzi ed attributargli il giusto tributo, ringrandolo per le emozioni che ha regalato in tanti anni di militanza giornalistica. Diceva di lui il grande Sandro Ciotti parlando della sua pacatezza e precisione: “Gli girano anche a lui, ma non se ne fa accorgere. Quando girano a noi, perche’ succede che ci girano durante la trasmissione, se ne accorgono tutti. La differenza sta qua!”. L’attuale responsabile della redazione del Gr sport e principale voce delle radiocronache sportive di oggi, Riccardo Cucchi, lo ricorda con grande affetto e gratitudine:” Noi l’abbiamo ribattezzato “Il Signore dei microfoni”, ne e’ stato il padrone assoluto per 27 anni” – e aggiunge - : ”non dimentichero’ mai l’emozione della prima volta che ho fatto parte di questo gruppo e lui mi ha dettato i tempi degli interventi radiofonici”.
Per tutti gli sportivi e’ diventato cosi’ “quello di famiglia”, ennesima dimostrazione di come la Radio ha per anni saputo toccare le corde del cuore degli sportivi e non solo.. Oggi ci suona nelle orecchie quello che immaginiamo sia il suo ultimo saluto, non piu’ dagli studi di Milano, ma sempre con un “cordiale buongiorno ai gentili ascoltatori”.
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