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IL NUOVO DIRETTORE DI RADIO 3 SINIBALDI AD AFFARITALIANI.IT: "VOGLIAMO CHE SIANO I GIOVANI A 'FARE' LA NOSTRA RADIO..."

8 febbraio 2010

Marino Sinibaldi è noto per essere l'ideatore e il conduttore di Fahrenheit, il programma sui libri di culto di Radio3 (oltre che il co-fondatore della rivista 'Linea d'ombra'). Dal 3 agosto scorso, il giornalista e critico letterario romano, classe '54, è anche il direttore dell'emittente radiofonica di Stato dedicata all'arte, alla cultura e alla musica. Con lui Affaritaliani.it ha parlato della nuova era di Radio 3 ma non solo.

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Al via l'European Podcast Award 2.0

4 febbraio 2010

L'unico concorso diffuso in tutta Europa, che premia gli audio-podcast più amati e professionali, è alla seconda edizione. Durante lo "European Podcast Award" i produttori e gli amanti del podcast possono proporre e votare i loro candidati sul sito www.european-podcast-award.eu. Il portale accetta proposte per le candidature fino al 15 marzo 2010. Olympus Audio Systems rimane lo sponsor esclusivo e sostiene l'iniziativa European Podcast Award anche per l'anno 2010.

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GRT: IERI, OGGI...E DOMANI?

3 febbraio 2010

Quella dei radiofonici italiani è una categoria che merita rispetto. Sono arrivati alla dimensione commerciale e privata a partire da quella pirata e libera..."ma libera veramente"! I più fortunati hanno varcato la soglia nazionale, altri si sono fermati a quella locale. Tutti, comunque, hanno contribuito a fare la storia. E che storia! Dispiace molto, oggi, vedere che in certi casi di questo spirito nobilissimo ed eroico non sia rimasto proprio nulla. Girovagando per le redazioni locali, per esempio, capita di scoprire delle situazioni a dir poco desolanti dove la sete di profitto vince su tutto. Una di queste è l'agenzia radiofonica Grt, una cooperativa di giornalisti che fornisce giornali radio a qualche decina di emittenti locali abbonate.

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Morituri te salutant

2 febbraio 2010

Ci risiamo. Mancano poco all’inizio del Festival di Sanremo (la sessantesima edizione) ma è già da tempo che è iniziato il chiacchiericcio. La notizia del giorno è che la logica che governa il Festival (che malgrado tutto resta la principale manifestazione canora italiana) non è cambiata di una virgola: l’importante è che se ne parli. Che la musica si fotta. Perdipiù, la trovata promozionale di quest’anno, quella pensata per iniziare ad attizzare il fuoco e a produrre la prima copertura mediatica, è stata riciclata dalla passata edizione, come si fa per i regali natalizi in tempi di recessione: si chiama Povia. Dicono sia un cantautore.

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Audiradio: analisi del 6° bimestre 2009

1 febbraio 2010

Sono stati resi noti i dati Audiradio del sesto ed ultimo bimestre 2009.
Per la società che rileva gli ascolti radiofonici si conclude così un ciclo che comporterà per il nuovo anno ulteriori cambiamenti, a partire dall'estensione delle rilevazioni tramite panel-diari (da 2 a 4 annuali) ed al ridimensionamento dell'indagine telefonica Cati a 4 trimestri.
Intanto, nel periodo intercorso tra il 31 ottobre ed il 18 dicembre non sono mancati risultati che hanno parzialmente modificato la classifica dei due mesi precedenti. Analizzando i risultati del giorno medio ieri, in testa si conferma Radio 1; con gli attuali 6.270.000 tuttavia perde ben 355.000 unità, parzialmente guadagnati da RTL 102.5, stabile al secondo posto ma con un guadagno di 140.000 contatti (da 5.394.000 a 5.534.000). Bimestre positivo anche per Radio Deejay, che aumenta il distacco da RDS e raggiunge quota 5.216.000 (+262.000).

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Nel mondo di RadioRai

Sono passati un paio di mesi da quando sono stati nominati i nuovi direttori di RadioRai. Come è ormai abitudine del nuovo Consiglio d’Amministrazione, le scelte non hanno avuto alcuna giustificazione se non l’opportunità politica e la più bieca lottizzazione, senza prendersi la briga di alcuna motivazione artistica o industriale. Considerato che erano anni che speravo in un cambiamento che desse valore alla radio e alle sue potenzialità, visto il disastro editoriale in cui radio 2 e Radio3 erano state cacciate, non ho ritenuto di fare alcun commento preventivo, legato soltanto all’appartenenza, e ho aspettato un po’,cercando di capire le intenzioni dei vari direttori.
Credo che adesso si possa cercare di fare un’analisi più ragionata.


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